Giovani donne, mamme, uomini sfiduciati dalla società patriarcale che si trovano alle prese con il femminismo, incontrano spesso parole difficili da capire. Libera con la sua enciclopedia femminista vuole aiutare ad avvicinare ogni mente al femminismo, anche la tua!

14/02/2018

Dalla A alla Z, tutti i termini femministi che hai bisogno di sapere!

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A

Autocoscienza femminista: pratica usata dai collettivi femministi italiani negli anni 60 e 70. Nei gruppi d’autocoscienza le donne mettevano al centro sé stesse come individui e mettevano in discussione la società in cui in vivevano. Il termine “autocoscienza” fu introdotto da Carla Lonzi e dal suo gruppo milanese “Rivolta femminile”.

Autodeterminazione: diritto della donna di compiere scelte individuali in base al proprio vissuto personale.

B

Backlash: reazione negativa e stigma nei confronti del femminismo.

Body shaming: insultare una persona, in particolar modo le donne, in base all’aspetto fisico; tendenza generale della società a svalutare il corpo altrui.

C

Catcalling: fenomeno per il quale le donne subiscono molestie per strada da parte di sconosciuti. Si tratta in genere di fischi, parole di “apprezzamento” non richieste e spesso volgari.

Cotton ceiling: termine coniato da Drew DeVeaux, si riferisce al fatto che le persone cissessuali spesso si rifiutino di uscire con le persone trans. Secondo alcune femministe, si tratterebbe di un termine sessista che denigra e prende di mira le lesbiche a causa della loro omosessualità, soprattutto quando si rifiutano di uscire con una donna trans non operata.

Cultura dello stupro: si tratta di una società in cui lo stupro è normalizzato e giustificato dai media e dalla società nella sua interezza. In taluni casi si arriva persino a incoraggiare lo stupro verso le donne.

D

Depenalizzazione: sistema per il quale la vendita di prestazioni sessuali non è soggetta a sanzioni.

Doppio standard: non utilizzare lo stesso metro di giudizio a parità di contesto. Lo si usa quando si tratta in modo differente le donne rispetto agli uomini. Ad esempio, una donna viene considerata una “putt*na” se fa sesso con più uomini, mentre un uomo è considerato posivamente.

E

Eteronormatività: idea per la quale l’eterosessualità è la norma e le persone di orientamento sessuale differente sono deviate e anormali.

Eteropatriarcato: sistema che opprime le donne e le persone LGBT per il quale l’eterosessualità è considerata la norma.

F

Fat-shaming: denigrare le persone in base al proprio peso, considerato superiore alla norma.

Femminicidio: un tipo particolare di omicidio che consiste nell’uccisione di una donna in quanto donna.

Femminismo: movimento sociale e politico che parte dal presupposto che le donne sono oppresse dall’attuale sistema e per questo motivo sia necessario cambiare la società affinché si arrivi a una condizione di parità.

Femminismo chicano: femminismo nato in risposta agli ambienti femministi radicali degli anni ’70, al quale fu rimproverato l’aver trascurato il problema della razza e delle minoranze etniche. Dal femminismo chicano e nero è nato il concetto di intersezionalità [vedi anche: intersezionalità]

Femminismo liberale: originariamente il femminismo di prima ondata, oggi il termine “liberale” fa riferimento a un femminismo che appoggia il neoliberalismo e la teoria queer, per il quale contano le scelte individuali di ogni singolo individuo piuttosto che le donne in quanto specifico gruppo sociale. Le femministe liberali sono, in genere, pro prostituzione e pro pornografia. Si descrivono spesso anche come sex positive (pro sesso). [vedi anche l’articolo Femminismo radicale vs. femminismo liberale]

G

Gaslighting: forma di violenza psicologica in cui chi compie violenza nega di averlo mai fatto e fa credere alla persona che subisce violenza che sia tutto frutto della sua immaginazione.

Gender identity politics: politica per la quale è postulata in ciascun individuo l’esistenza dell’identità di genere, ovvero una sensazione individuale di appartenenza al sesso maschile o femminile. Le femministe gender critical si oppongono a questa visione delle cose.

Gender critical: termine utilizzato da alcune femministe radicali (e non) separatiste per descrivere le loro posizioni critiche nei confronti del genere e del transattivismo (che loro considerano misogino) [vedi anche: TERF, Ma chi sono le TERF?].

Gender pay gap (GPG): la differenza media nella retribuzione oraria fra uomini e donne.

Genere: aspettative sociali e modelli di comportamento imposti arbitrariamente ad una persona in base al suo sesso. È, di fatto, un sistema di potere creato dal patriarcato per sottomettere le donne al dominio maschile.

Girl Power: l’idea che le donne e le ragazze debbano essere sicure di sé stesse, prendere decisioni e realizzare le cose indipendentemente dagli uomini, o il movimento sociale e politico basato su questa idea

Glass ceiling: in italiano “soffitto di cristallo”, si usa per indicare gli intralci e le difficoltà che incontra una donna nella sua carriera, in cui spesso è impossibilitata o ostacolata nel raggiungere ruoli dirigenziali.

GPA (Gestazione per Altri): detta anche maternità surrogata, pratica per la quale una donna porta avanti una gravidanza per conto di un committente, che può essere un singolo o una coppia eterosessuale o omosessuale. Alcune femministe preferiscono usare il termine “utero in affitto”.

I

Intersezionalità: termine proposto per la prima volta dall’attivista Kimberlé Williams Crenshaw nel 1989, descrive l’interazione e la sovrapposizione di determinate discriminazioni e oppressioni. In ambito femminista, si riferisce ad esempio al fatto che una donna non venga discriminata solo in quanto donna, ma che altre discriminazioni possono entrare in gioco, come quella razziale, quella relativa all’orientamento sessuale e così via. Dunque, una donna bianca, ad esempio, pur essendo comunque discriminata in quanto donna, sarà privilegiata rispetto a una donna di colore. Allo stesso modo, una donna lesbica subirà non solo discriminazione perché donna ma anche per il suo orientamento sessuale. La teoria dell’intersezionalità è stata sviluppata in ambito femminista dalle donne di colore in America.

L

Lesbismo politico (political lesbianism): sviluppatosi nell’ambito del femminismo di seconda ondata, modo per combattere l’imposizione dell’eterosessualità come obbligatoria e per opporsi attivamente all’eteropatriarcato, smettendo di avere rapporti sessuali con gli uomini. Le lesbiche politiche non vanno necessariamente a letto con le donne, vogliono semplicemente liberarsi dalle dinamiche di potere spesso presenti nei rapporti eterosessuali.

M

Mansplaining: quando un uomo dà spiegazioni non richieste e paternalistiche ad una donna.

Manspreading: quando un uomo allarga troppo le gambe nei mezzi pubblici prendendosi troppo spazio e disturbando gli altri passeggeri. Il manspreading viene visto come un invadere lo spazio delle donne ed è un comportamento derivato dalla socializzazione maschile.

Mascolinità fragile: termine utilizzato nei confronti degli uomini che vedono lesa la loro “mascolinità” a causa dell’emancipazione femminile e/o del femminismo.

Matriarcato: è il contrario di patriarcato. Si tratta di un tipo di società (piuttosto rara) in cui il potere politico e economico è affidato alla madre più anziana della comunità e, più in generale, alle donne stesse.

Modello nordico: uno dei modi di approcciarsi alla prostituzione. Consiste nel rendere illegale lo sfruttamento della prostituzione e nel penalizzare il cliente. Il modello nordico non è un modello proibizionista ma abolizionista, in quanto non punisce in alcun modo la prostituta, ma unicamente papponi e clienti. “Nordico” fa riferimento al fatto che sia stato adottato in alcuni Paesi dell’Europa del Nord, come la Svezia. Secondo le statistiche del governo svedese, ad esempio, grazie al modello nordico la prostituzione di strada e la tratta sono diminuite notevolmente. [vedi anche: Femminismo radicale vs. femminismo liberale]

MRA: attivisti per i diritti degli uomini. In superficie si dichiarano antisessisti, ma in realtà secondo le femministe nella maggior parte dei casi veicolano luoghi comuni e violenza contro le donne. Sono apertamente antifemministi.

N

Nazifemminista: termine coniato dal professor Tom Hazlett e reso popolare dal giornalista Rush Limbaugh per descrivere una femminista dalle posizioni troppo estreme. Secondo le femministe, al contrario, si tratterebbe di un termine che denigra l’intero movimento femminista, delegittimandolo.

Nice guy: uomo che crede che il sesso gli dia dovuto come ricompensa per la sua gentilezza. Un esempio di nice guy è un ragazzo che non riesce a confessare i propri sentimenti alla sua migliore amica e quando finalmente lo fa, è arrabbiato con lei perché lei non ricambia. Crede che l’esserle stato amico e l’averla ascoltata nei momenti di difficoltà debba implicare necessariamente una ricompensa, in genere di natura sentimentale e/o sessuale.

P

Patriarcato: il sistema sociale per il quale il potere è concentrato nelle mani dell’uomo più anziano dei vari gruppi di discendenza, la cui trasmissione avviene per via maschile. Più in generale, indica l’attuale sistema sociale per il quale si ha la dominazione del sesso maschile su quello femminile. Questo sistema porta avanti determinati stereotipi di genere. [vedi stereotipi di genere]

Postporno: nuova pornografia emersa per dare una rappresentazione positiva dei soggetti svalutati, marginalizzati e oggettificati dalla pornografia classica maschilista, unicamente incentrata sul piacere maschile. Il postporno si propone di dare una visione positiva della sessualità femminile e di non reiterare la divisione binaria dei generi.

Q

Quote rosa: Misura che prevede una quota minima di donne nelle aziende quotate e nelle società a partecipazione pubblica.

R

Regolamentazione: uno degli approcci nei confronti della prostituzione, con il quale la prostituzione è resa legale, in genere creando bordelli e quartieri a luci rosse. Nell’ambito della regolamentazione si instituiscono anche i controlli sanitari obbligatori per le prostitute.

Ruolo di genere: serie di norme di comportamento prescritte alle persone in base al loro sesso biologico di appartenenza.

S

Separatismo (femminista): pratica politica che comporta la separazione da parte di donne in gruppi minori. Di solito si parla di separatismo dagli uomini, ma esiste anche il separatismo delle donne nere o delle lesbiche.

Sopravvissuta (survivor): persone che hanno subito violenza sessuale. Per definirsi queste persone non vogliono che passi l’idea che siano vittime, ma sopravvissute.

Sorellanza: rapporto di solidarità e di connessione fra donne che condividono la stessa condizione nel sistema patriarcale. Questo concetto mette in evidenza che la libertà delle donne è una questione di gruppo e non meramente individuale.

Slut shaming: fenomeno per il quale le donne vengono colpevolizzate se non si adeguano a un determinato standard di pudicizia e per questo motivo sono definite “puttane” o altri appellativi sessisti. Lo slut shaming accade anche quando una persona che subisce violenza sessuale viene colpevolizzata per gli abiti che indossava quando è stata violentata.

Stealthing: pratica sessuale per la quale l’uomo si toglie il preservativo senza il consenso della partner o del partner durante un rapporto sessuale; è considerata una forma di violenza sessuale.

Stereotipi di genere: l’insieme degli stereotipi portati avanti dalla cultura patriarcale, per il quale uomini e donne debbano comportarsi in un certo modo, avere una determinata apparenza o un determinato vestiario. Un esempio di stereotipo di genere è che un ballerino sia meno “uomo” o che una donna che gioca a calcio sia necessariamente lesbica o un uomo mancato.

Stupro a pagamento: termine utilizzato principalmente dalle femministe radicali e abolizioniste per descrivere l’acquisto di prestazioni sessuali come un vero e proprio stupro in quanto il cliente compra il consenso della prostituta. Secondo questa concezione non ci può essere consenso se c’è scambio di denaro, poiché lo scambio di denaro comporta sempre un disequilibrio di potere.

SWERF (Sex Worker Exclusionary Radical Feminist): insulto indirizzato alle femministe radicali, impropriamente definite come “escludenti delle sex workers” solo perché sono contrarie allo sfruttamento della prostituzione. Le femministe radicali, d’altro canto, si sono spesso difese con l’acronimo PERF, dichiarando di voler escludere i papponi piuttosto che le prostitute. Le femministe definite come SWERF abbracciano l’abolizionismo e il modello nordico.

T

TERF (Trans-exclusionary radical feminism):  acronimo che sta per “Femministe Radicali Transescludenti”, indirizzato in genere alle femministe radicali gender critical, a loro dire per silenziarle e per veicolare minacce. Questo tipo di femministe è rappresentata, ad esempio, da Sheila Jeffreys e Julie Bindel. Sheila Jeffreys è stata accusata di essere un’essenzialista biologica, ovvero di credere che le donne siano una categoria sociale immutabile caratterizzata da un certo tipo di caratteristiche fisiche biologiche. Lei, al contrario, si è difesa dicendo che sono i suoi avversari a credere in un essenzialismo di genere che prevede che ciascun individuo abbia in sé a priori un determinato genere, sconnesso dalla realtà in cui ci troviamo e che plasma i  nostri atteggiamenti e la nostra identità. Le femministe che hanno le posizioni finora descritte preferiscono chiamarsi gender critical o semplicemente radfem. [vedi anche: gender critical, Ma chi sono le TERF?]

Transfemminismo: corrente femminista vicina all’attivismo LGBT e alla teoria queer secondo la quale il fatto che il genere sia arbitrariamente assegnato alla nascita è un modo per controllare i singoli individui e i loro rispettivi corpi.

Troiofobia (whorephobia): termine utilizzato principalmente dalle femministe liberali per indicare la discriminazione nei confronti delle sex workers, che a volte si spinge fino alla derisione e alla violenza.

V

Victim blaming: quando nell’ambito di una violenza sessuale si dà la colpa alla vittima anziché a colui o a colei che compie la violenza.

SLOGAN

“L’utero (o il corpo) è mio e me lo gestisco io”: slogan femminista degli anni Settanta durante il quale le donne hanno manifestato per un accesso libero all’aborto e affinché non fosse più considerato reato.

“Not all men…”: (tradotto “non tutti gli uomini”) frase utilizzata da persone sessiste per invalidare il femminismo e per dire che non tutti gli uomini sono, ad esempio, violenti contro le donne.

Sex work is work“: slogan femminista liberale che ha lo scopo di combattere lo stigma contro le lavoratrici del sesso. Secondo le femministe liberali fare la pornoattrice o la prostituta è fare un lavoro come un altro.

“The personal is political”: di origine incerta ma utilizzato da Carol Hanisch, femminista radicale americana, come titolo di un suo saggio, mette in evidenza come ci sia un collegamento fra la propria esperienza personale e le strutture di potere create dalla società. Ha una doppia interpretazione: può essere letto o come critica di alcuni fatti considerati “privati”, che invece potrebbero anzi dovrebbero essere analizzati criticamente, oppure come descrittore della natura sistematica dell’oppressione femminile, specialmente nell’ambito della famiglia nucleare. In generale, l’interpretazione più probabile è che ci sia un collegamento tra privato e politico. Scelte individuali possono avere un impatto politico e, di conseguenza, scelte poltiche possono cambiare la vita di ciascuna persona e, se necessario, si devono fare delle scelte coerenti con la propria politica. [per approfondimenti vedi: The personal is political]

“Trans women are women”: slogan utilizzato per lo più da attivisti trans e dal femminismo queer per combattere l’idea che una donna trans sia meno “donna” rispetto alle altre.

Sei femminista? Ti infastidiscono gli stereotipi di genere dettati dal patriarcato? Vorresti finalmente che ci sia parità fra uomo e donna? Vuoi dare attivamente una mano al nostro progetto femminista per contrastare la società sessista e patriarcale? Aggiungi una nuova parola alla nostra enciclopedia femminista!

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