[English translation below]

The clitoris has no other function than that of sexual pleasure.

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Anne Koedt – Il mito dell’orgasmo vaginale per il femminismo

Anne Koedt, femminista radicale americana, nel suo saggio del 1968 intitolato “Il mito dell’orgasmo vaginale” ha voluto sfatare il mito dell’orgasmo vaginale, educare riguardo il piacere sessuale femminile, basandosi anche sulle recenti ricerche di Alfred Kinsey. Critica apertamente il concetto di frigidità femminile elaborato da Freud, che credeva erroneamente che il sesso sia penetrativo e che una donna che non provi piacere in questo modo debba andare in cura. Per decenni si è creduto in questo mito della frigidità femminile, ma il numero elevato di donne “affette” da questa “patologia” era talmente elevato che anche gli esperti hanno dovuto fare marcia indietro. Secondo il paradigma patriarcale, la donna per essere donna avrebbe dovuto abbandonare la sua sessualità adolescenziale, quella clitoridea, per abbracciare il “piacere vaginale”. L’instaurazione di questo modello sessuale si è rivelato, però, un tentativo da parte dell’uomo di imporre alla donna un modo di vivere il sesso che non le appartiene, contrario alla sua autonomia e per questo innaturale.

Ma perché Freud era così critico nei confronti delle donne a cui non piaceva la penetrazione, da lui viste come “frigide”?

Perché per lui stesso la donna era un non-uomo, un individuo inferiore perché privo di pene e che, anzi, invidiava l’uomo perché ne ha uno. Freud ha giustificato i suoi preconcetti sulle donne elaborando una teoria che normalizza la loro inferiorità. In questo modo, ad esempio, si sono giustificati gli interventi chirurgici di riduzione delle piccole labbra. Il danno più grave, però, è stato quello di far credere alle donne di essere sbagliate. E ancora oggi donne e uomini disinformati parlano di “orgasmo vaginale”.

In realtà l’unico tipo di orgasmo esistente è quello clitorideo, come evidenziato dagli studi di Masters e Johnson. L’idea che esista un orgasmo vaginale è erroneo: l’orgasmo clitorideo avviene per stimolazione diretta della clitoride, mentre quello impropriamente detto “vaginale” avviene per stimolazione indiretta, tramite penetrazione. Il raggiungimento dell’orgasmo tramite il coito è, però, piuttosto rara negli individui di sesso femminile. Difatti, la stimolazione della clitoride tramite autoerotismo è stata associata alla massima intensità fisiologica della risposta orgasmica della donna, seguita dalla stimolazione esterna effettuata dal partner. Il livello minimo d’intensità nella risposta degli organi bersaglio veniva registrato durante il coito.

Anne Koedt si rifà a queste nuove scoperte scientifiche, contrarie a quelle freudiane, e ne approfitta per parlare di liberazione della sessualità femminile e di una nuova idea di sesso, diverso da quello definito come standard. In questo modo la donna sarà vista come un essere umano pari all’uomo, che vuole condividere l’atto sessuale in maniera uguale. Tuttavia, l’idea che il sesso non sia penetrativo mina l’istituzione patriarcale, in quanto gli uomini temono di diventare sessualmente superflui se la clitoride viene sostituita alla vagina come centro del piacere. Se si considera l’anatomia, afferma la Koedt, l’inserimento del pene nella vagina è perfetto per la riproduzione, ma non per la stimolazione sessuale, perché la clitoride è collocata all’esterno e più in alto.

Ma perché allora si diffondono ancora falsità sul piacere femminile?

Perché viviamo in un mondo patriarcale, perché esiste un sistema di oppressione, il genere, per il quale gli individui di sesso maschile opprimono quelli di sesso femminile. L’oppressione delle donne è ANCHE oppressione sessuale. Il sesso è stato ed è ancora uno strumento di asservimento della donna. Finché non si libererà il sesso dalla penetrazione obbligatoria, dall’idea che “se a una donna non piace la penetrazione il problema è il suo” non si arriverà mai all’effettiva liberazione femminile, né sociale né sessuale. Finché l’eterosessualità viene vista come la norma e non come uno dei possibili modi di vivere la propria sessualità, si manterrà l’oppressione femminile.

Carla Lonzi, la donna clitoridea, la donna vaginale e l’idea di sessualità liberata

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Carla Lonzi a sua volta affronta in “Sputiamo su Hegel” il problema del fallocentrismo e la tematica dell’orgasmo femminile. Il saggio “La donna clitoridea e la donna vaginale” si apre proprio così: “Il sesso femminile è la clitoride, il sesso maschile è il pene. […] Nell’uomo il meccanismo del piacere è strettamente connesso al meccanismo della riproduzione, nella donna meccanismo del piacere e meccanismo della riproduzione sono comunicanti, ma non coincidono. Avere imposto alla donna una coincidenza che non esisteva come dato di fatto nella sua fisiologia è stato un gesto di violenza culturale che non ha riscontro in nessun altro tipo di colonizzazione.” (p. 61). Nel saggio Carla Lonzi mette in evidenza come l’orgasmo vaginale sia un mito creato dall’uomo per mantenere lo stato di asservimento della donna, negando la sua esistenza come essere autonomo. Il piacere clitorideo, come aveva evidenziato anche Anne Koedt, è pertanto visto come potenziale minaccia perché è diretta dimostrazione che l’uomo non è indispensabile per la donna e pone le basi del rapporto sessuale come reciproco scambio di piaceri fra soggetti. Lonzi ci ricorda anche che il modello di passività imposto sulla donna si ripercuote su di lei su vari punti di vista: prima di tutto, negando la clitoride come centro del piacere e poi arrivando all’idea che la sessualità della donna sia necessariamente passiva. “Ci si chiede: ma perché la vagina è passiva? Non si può avvertire come qualcosa che prende, che agisce, invece di qualcosa che accoglie, si uniforma e subisce?” (pp. 75-76)

La clitoride è vista dalla scrittrice come un organo che debba essere equivalente al pene, ma “equivalenza non significa uguaglianza in dimensione ridotta. Infatti non si erige, non penetra, non emette sperma né orina, quindi non può fornire alla donna alcuna partecipazione a quelle esperienze tipiche della virilità a cui è collegato il mito fallico patriarcale. Ha invece una particolarità unica: permette orgasmi multipli e ininterrotti se sottoposto a stimolazione adeguata” (p. 105)

È necessario che in futuro il sesso non coincida più con penetrazione. È importante che gli atti sessuali diversi dal coito non siano visti come “preliminari” o “masturbazione”. Sesso dovrà inglobare qualunque atto che porta al reciproco piacere e l’unica differenza fra autoerotismo e sesso sarà dato unicamente dall’assenza o presenza del partner (p. 79).

Riscoprire il piacere clitorideo è la via della libertà per la donna. Allora il sesso non sarà più un’esperienza traumatica per nessuna donna, ma unicamente un reciproco accarezzarsi e toccarsi di corpi fra individui pari.

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[Translation]

Vaginal orgasm? It’s just a lie!

Anne Koedt, American radical feminist, in her essay “The myth of vaginal orgasm” (1968) debunks the myth of vaginal orgasm and educates about female sexual pleasure, according to the recent research done by Alfred Kinsey. She openly criticizes the Freudian concept of frigidity, who believes sex means penetration and that a woman should be cured, if she does not experience pleasure during what is commonly associated with the term “sex”. For decades experts believed in the myth of female frigidity, but the high number of women who “suffered” from this “disease” was so high that they had to do a step back. According to the patriarchal paradigm, the woman would have to abandon her clitoral sexuality to be fully a woman, she would have to embrace the “vaginal pleasure”. However, the establishment of this sexual model has been an attempt by men to impose on women an unnatural way of living sex and sexuality, that is contrary to their anatomy.

But why was Freud so critical of women who did not like penetration, whom he saw as “frigid”?

Because he believed a woman was a non-man, a lower individual because she doesn’t have a penis and who envied men for having one. Freud justified his prejudices against women by developing a theory that normalizes their inferiority. In this way, for example, surgical procedures for reducing the labia minora are justified. The most serious damage, however, was to make women believe they were wrong in their own bodies. And even today, uninformed women and men spread the myth of “vaginal orgasm”.

In fact, the only type of existing orgasm is clitoral, as evidenced by the Masters and Johnson’s research. It is erroneous to think that a vaginal orgasm exists: the clitoral orgasm occurs by direct stimulation of the clitoris, whereas what is wrongly known as “vaginal orgasm” happens when the clitoris is indirectly stimulated (through coitus). The achievement of orgasm through coitus is, however, rather rare in females. In fact, stimulation of the clitoris through masturbation has been associated with the maximum physiological intensity of women’s orgasmic response, followed by external stimulation performed by the partner. The minimum intensity level in the response of the target organs was recorded during coitus.

Anne Koedt refers back to the new scientific discoveries, opposed to the Freudian ones, and talks about the liberation of female sexuality and a new idea of ​​sex, which is different from the patriarchal standard. In this way women will be seen as human beings equal to men. However, the notion that sex is not penetrative undermines the patriarchal institution, as men fear to become sexually superfluous if the clitoris replaces the vagina as a centre of pleasure. If we think about anatomy, Koedt states, the insertion of the penis into the vagina is perfect for reproduction, but not for sexual stimulation, because the clitoris is located externally and higher up.

But why are myths about female pleasures so widespread?

Because we live in a patriarchal world, because there is a system of oppression, gender, that ensures male supremacy over women. The oppression of women is ALSO a sexual oppression. Sex has been and still is a means to perpetrate women’s subjugation. As long as sex won’t be free from compulsory penetration, from the idea that “if a woman doesn’t like penetration, that’s HER problem”, neither the sexual nor the social female liberation will ever occur. As long as heterosexuality is seen as the “norm “and not as one of the possible ways of living one’s sexuality, female oppression will be maintained by the patriarchal system.

Carla Lonzi – “Sputiamo su Hegel. La donna clitoridea e la donna vaginale”

Carla Lonzi, just like Koedt, addresses the issues of phallocentrism and female orgasm in “Sputiamo su Hegel”. The essay “The Clitoral and the Vaginal Woman” opens with the following statements: “The female sex (organ) is the clitoris, the male sex (organ) is the penis. […] In men the mechanism of pleasure is strictly connected to the mechanism of reproduction, in women the mechanism of pleasure and the mechanism of reproduction communicate but do not coincide. To have imposed upon women a coincidence that has not existed as a given of fact within her physiology has been an act of cultural violence that has a comparison in no other type of colonisation.” (p.61).

In the essay, Carla Lonzi highlights how the vaginal orgasm is a myth created by men to maintain the state of enslavement of women, denying their existence as autonomous beings. Clitoral pleasure, as also pointed out by Anne Koedt, is therefore seen as a potential threat because it is a direct demonstration that men are not indispensable for women and lays the foundations of sexual intercourse as a mutual exchange between equal subjects. Lonzi also reminds us that the model of passivity imposed on women affects them for many reasons: first of all, by denying the clitoris as the centre of female pleasure and by depicting women’s sexuality as passive. “One may ask: but why is vagina passive? Why cannot we see it as something that takes, that acts, instead of something that receives, that conforms, that suffers?” (pp. 75-76)

The writer argues that the clitoris should have a relation of equivalence with the penis inasmuch as a centre of pleasure,  but “equivalence does not mean equality in a reduced dimension. In fact [the clitoris] does not become erect, does not penetrate, emits neither sperm nor urine, thus it cannot provide to women participation in the typical experiences of virility, connected to the phallic patriarchal myth. It has, instead, a unique particularity: it allows multiple and uninterrupted orgasms if subjected to adequate stimulation” (p. 105)

In the future sex should no longer coincide with penetration. It is important that sexual acts other than coitus are not seen as “foreplay” or “masturbation”. Sex will have to incorporate any act that leads to mutual pleasure and the only difference between autoeroticism and sex will be given solely by the absence or presence of the partner (p. 79).

Rediscovering clitoral pleasure is the way for women’s liberation. Then sex will no longer be a traumatic experience for women, but only mutual caresses between equals.

[Fonti/References]

Lonzi, C. (2010). Sputiamo su Hegel e altri scritti. Milano: Et al.

Orgasmo femminile negli individui di sesso femminile

Il mito dell’orgasmo vaginale – Wikipedia

Koedt, Anne (1968). “The myth of the vaginal orgasm”. Notes from the Second Year.

 

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